mercoledì 2 luglio 2008

AT THE BOOKSHOP 1


PARLIAMO DI FIORI, MA PARLIAMO ANCHE UN PO' DI NOI...COS'E' LA NOSTRA GENERAZIONE? PARLIAMONE...

[…] “Questo è per noi. Per noi che siamo un branco di conservatori. Che un paio di calze a righe o le scarpe da skate ci fanno anticonformisti e addirittura creativi. Per noi ragazzi che tra le birre e le sigarette scegliamo sempre la marca, ma non le sapremmo distinguere l’una dall’altra, e per noi ragazze che d’estate mettiamo la gonna ma d’inverno mai, e anche con il freddo beviamo mojiti e capiroske. Per noi che a guardarci in faccia siamo belle, brillanti e abbiamo visto e fatto tutto e poi non sappiamo neanche fare un pompino. Per noi che “seguo dei progetti” è un modo per dire che non facciamo niente mai. Per noi che un giorno decidiamo così dal nulla che d’ora in poi ci vestiremo con giacchette strette e magliette vintage, e per noi che senza felpa nera e il cane al fianco dovremmo toglierci pure i piercing. Per noi che casa nostra è “casa dei miei”, che paghiamo sei euro una birra e sette un grammo di fumo senza batter ciglio e poi diciamo “ladro!” al cantante che ne vuole sedici per il suo concerto. Per noi che quando abbiamo la fidanzata non ci vedi più. Per noi che scegliamo un uomo in base al suo ruolo, sì, anche il suo ruolo rispetto a una discoteca di provincia il venerdì sera,e per noi che le belle ragazze le portiamo ovunque e quelle brutte le incontriamo solo a casa. Per noi che alla fine ci si affeziona a quelle brutte, e per noi che non riusciamo mai a staccarci del tutto dal nostro primo ragazzo. Per noi che quando sentiamo i trent’anni smettiamo di prendere la pillola, ci mettiamo la camicetta e diciamo che abbiamo smesso di fumare anche se il nostro odore dice che non è vero. Per noi che cianciamo di sostanze con aria competente e poi mangiamo pasticche che lo sa Dio cosa c’è dentro, e per noi che ci facciamo una canna alle undici di mattina e buttiamo nel cesso la giornata. Per noi che quando ci lascia il fidanzato andiamo a yoga, a teatro, a tango, e per noi che quando ci lascia la fidanzata andiamo a puttane, o ricominciamo con la coca, o tutti e due. Per noi che siamo contro l’alcol ma poi siamo sbronzi una sera sì e l’altra pure; per noi che “il dramma del popolo saharawi” e “che schifo di facce al Toy stasera”. Per noi che poi a ballare al Toy ci siamo sempre, e nel Sahara mai. Per noi che ci finiamo di lampade e a inizio aprile siamo indecisi se dire che siamo stati al mare o in montagna, e per noi che le sigarette ci hanno fatto le dita gialle. Per noi che siamo grassi, bianchicci, e ci puzza il fiato, e ci chiediamo perché non scopiamo mai, per noi che siamo belli, lustri e in tiro e ci chiediamo perché non scopiamo mai con chi vorremmo noi. Per noi che la cosa più importante è l’amore, e poi l’amicizia, e la politica non ci interessa ma siamo di sinistra, per noi che la politica ci fa schifo ed è tutto un magna magna, ma votiamo zitti zitti a destra. Per noi che abbiamo sempre paura di farci male,e per noi che iniziamo a dare il culo per ridar linfa a un rapporto. Per noi che ci accontentiamo, e lasciamo che qualcuno ci rovini la vita per sempre, e per noi che non ci accontentiamo e ci finiamo di seghe. Per noi che abbiamo paura dei cani, dei ragni, dei piccioni, della folla; per noi che abbiamo le vertigini – e lo diciamo – e per noi che abbiamo le crisi di panico – e non lo diciamo. Per noi che siamo dieci milioni di scienziati della comunicazione e non sappiamo usare un cacciavite, e per noi che quando compriamo un cappellino ne sfilacciamo subito la tesa. Per noi che abbiamo il MySpace, anzi, no: il Facebook, che è meglio. Per le nostre camerette che grondano retorica pacifista, e per quelle che grondano retorica cinefila, sportiva, culturale. Per noi che non facciamo vedere foto di noi stesse quando eravamo grasse, e per noi che dopo il tatuaggio mettiamo sempre magliette smanicate (per noi che il nostro tatuaggio è un piccolo, patetico trasferello). Per le nostre macchine, che se non sono tirate a lucido allora sono luride, tutte cassette e flyer in mezzo, e per i nostri sorrisi, che sanno essere lucidi, ma veri quasi mai. Per noi che se ha le canne è un ganzo se beve è un ganzo se ha le paste è un ganzo se ha la coca è un ganzo, ma se ha la roba, ah, be’, quello è un tossico. Per noi che pensiamo di poter fare gli artisti senza esserci mai fatti i viaggi, e per noi che siccome ci siamo fatti i viaggi c’illudiamo di essere artisti.” […]
“Gli interessi in comune” Vanni Santoni, Feltrinelli 2008

Cucinare con i fiori

Vi sembra una cosa strana cucinare delle pietanza con i fiori?Se riflettete bene scoprirete che mangiamo fiori molto più spesso di quello che pensiamo.I cavolfiori, i carciofi, ecc., sono tutti fiori ..... e allora perchè non assaggiare anche altri tipi di fiori? Queste sono solo alcune delle innumerevoli ricette che hanno come base i fiori. A voi la scelta e non fermatevi qui, sperimentate nuove ricette e usate i petali per guarnire. Aggiungete qualche petalo di rosa su un piatto importante e vedrete che bella figura, tutti vi faranno i complimenti! Buon appetito !!!

Camomilla Liquore alla camomilla: Mettere in un bottiglione di vetro con chiusura ermetica 2 manciate di fiori di camomilla, 1 di malva e versare 1 litro di alcool a 95°, chiudere bene e lasciare riposare per 40 giorni mescolando bene ogni giorno. Quando sono passati 40 giorni preparare uno sciroppo con 800 ge. di acqua e 500 gr. di zucchero, scaldarlo e versarlo nel bottiglione. Dopo 10 giorni filtrare e imbottigliare. E' un ottimo liquore che predispone ad un riposo serale davvero profondo.







Lavanda Sugo di fiori di lavanda: Pulire i carciofi, eliminare le fogli esterne, tagliare le punte dure con un coltello, tagliare su ogni lato le parti di foglie più dure, tagliarli a fette sottili e metterli in una ciotola con acqua e succo di un limone. Scolare i carciofi e metterli in una padella con un pochino di olio e di brodo vegetale, far cuocere per 10 minuti. Nel frattempo mettere la pasta a cuocere, scolarla al dente e farla saltare qualche minuto con i carciofi, spolverare con abbondante parmigiano reggiano grattuggiato. Versare la pasta condita in un piatto di portata e guarnire con una manciata di fiori di lavanda.

Primule Marmellata di primule: Raccogliere circa 350 gr. di petali di primule, pulirli bene e metterli nel frullatore con 2 cucchiai di zucchero. Preparare uno sciroppo con 800 gr. di zucchero e un bicchiere di acqua, farlo bollire, togliere dal fuoco e unire alle primule macinate, aggiungere qualche petalo intero di primula, mescolare e cuocere per circa 30 minuti mescolando bene. Versare la marmellata ancora bolente in vasi con chiusura ermetica e chiudere.






Risotto con le rose: Affettare finemente 100 gr. di funghi coltivati, affettare finemente una cipolla. Prendere una padella e mettere un pochino di olio e di burro, aggiungere la cipolla e i funghi affettati, fare soffriggere, aggiungere 250 gr. di riso, bagnare con un bicchiere di vino bianco secco, lasciare evaporare e cuocere aggiungendo ogni tanto del brodo. Quando sono passati 10 minuti aggiungere due manciate abbondanti di petali di rosa canina ben puliti, mescolare e terminare la cottura. Tritare finemente dell'erba cipollina e aggiungerla al risotto, unire due cucchiai di panna e abbondante parmigiano reggiano. Versare su un piatto di portata e guarnire con petali di rosa.

Zuppa di margherite (o altri fiori): Tritate con la mezzaluna le 100 g di margheritine, lasciandone da parte una decina intere. Fatele bollire per una decina di minuti in 1/2 l di brodo ( di dado). Tritate un porro, stufatelo in poco olio, unitelo alle margheritine e ad una grossa patata lessa ridotta in purea. Se dovesse essere troppo liquido, stemperate un cucchiaio di farina con poco brodo, aggiungetelo alla preparazione. Cuocete per una decina di minuti mescolando, servite accompagnando con dadini tostati di pane casereccio.Seguendo le identiche indicazioni, invece delle margheritine potete usare fiordaliso, calendula, malva, borragine, ortica bianca.


Frittelle salate con i petali: Ingredienti:150 g di farina, 3 cucchiai di olio d'oliva, 3 dl di acqua ghiacciata, 2 albumi montati a neve fermissima, sale, olio di girasole per friggere.Preparazione:preparate la pastella con 150 g di farina, 3 cucchiai di olio d'oliva, sale e 3 dl di acqua ghiacciata. Lasciate riposare due ore, aggiungete 2 albumi montati a neve fermissima, mescolate i petali dei fiori scelti (fiordaliso, calendula, malva, boraggine o ortica bianca) e friggete a cucchiaiate in abbondante olio caldo, facendo attenzione a non farle bruciare.Sono eccellenti da servire con code di scampi alla diavola.



Polpettone alla rosa: Tritate finemente una cipolla e fatela appassire a fuoco basso in un cucchiaio di olio, ammollate 2 fette di pane raffermo nel latte e strizzatelo, unitelo alla cipolla con 200 g di polpa di maiale e una salsiccia spellata, 3 cucchiai di parmigiano e un uovo, i petali di rosa spezzettati, un bicchierino di grappa alla rosa, regolate di sale e pepe. Amalgamate perfettamente, distribuite la farcia su 800 g di fesa di vitello tagliato in una fetta sola che avrete salato e pepato, lasciando un bordo attorno. Arrotolatela su se stessa, avvolgetela in un rettangolo di carta da forno bagnata e strizzata, avvolgete di nuovo in un rettangolo di alluminio, chiudete bene e ponete in forno preriscaldato a 200° per un’ora. Tagliate la carta, fate dorare il polpettone da tutti i lati sotto il grill, lasciatelo in forno ad intiepidire prima di tagliarlo a fettine sottili. È ottimo anche freddo. Potete servirlo con una maionese alla quale avrete aggiunto i petali tritati di 5 rose.


Pastine alla violetta: In una ciotola mescolate 225 g di farina con 1 cucchiaino di lievito per dolci, 2 cucchiai di zucchero, e una presa di sale. In un’altra ciotola sbattete 1 uovo con 225 g di latte e 5 cl di olio, la scorza e il succo di limone, unite la farina e mescolate velocemente l’impasto, versatene una parte nei pirottini fino ad 1/3 dell’altezza, mettete al centro un cucchiaino di confettura di violette, coprite con il resto dell’impasto fino a 2/3 dell’altezza, ponete in forno preriscaldato a 180° per mezz’ora. Intanto sciogliete lo zucchero al velo con qualche cucchiaino di latte aggiunto goccia a goccia, fino ad ottenere un impasto non troppo fluido. Versate un cucchiaino di glassa su ogni pastina e lasciatela colare lateralmente, quando si è rassodata velate la sommità con altra confettura di violette e decorate con una violetta candita.VARIANTE: potete usare qualsiasi tipo di confettura.





giovedì 26 giugno 2008

Cactus & Co.

Come avrete notato, all'Orto Botanico non sono presenti solo fiori, ma anche molte piante appartenenti alla famiglia delle Cactaceae ( o cactacee).
Si tratta di piante succulente, dotate cioè di succulenza del fusto e , spesso delle radici. Possono assumere numerose forme geometriche: globose, colonnari, appiattite, singole e in gruppi numerosi.
Sono tutte perenni. Sono estremamente variabili anche per dimensioni del fusto, da pochi centimetri fino ad alcuni metri, e per numero, disposizione, colore e spessore delle spine ( se presenti).
La diffusione naturale di questa famiglia di piante è limitata quasi esclusivamente al nuovo mondo, dove è presente dal Canada alla Patagonia, con particolari concentrazioni nelle steppe, nelle praterie e nei semideserti persino in ambienti caldo- umidi tipici della foresta tropicale e subtropicale.
In Italia le Cactaceae sono rappresentate essenzialmente da alcune specie di Opuntia, la più importante delle quali è Opuntia ficus-indica, diffusa soprattutto in Sicilia, Liguria e lungo i versanti soleggiati e protetti di tutta la costa italiana. Altre specie adattabili sono il Cereus peruvianus e la Carnegiea gigantea.
Eccovi una rassegna dei cactus dell'Orto Botanico:


Le origini del blog

Vi sarete chiesti da dove viene il nome di questo simpatico blog... Bene, vi accontentiamo subito!!
L'idea è nata dal titolo di una canzone che ci ricorda l'allegria della bella stagione: "Life is a flower" degli Ace of Base.

"... life is a flower, so precious in your hand, carry on smiling and the world will smile with you..."

- la vita è un fiore, così prezioso nella tua mano, continua a sorridere e il mondo sorriderà con te-




mercoledì 25 giugno 2008

SUI FIORI...

Tutti noi, almeno nella giovinezza, abbiamo parlato questo linguaggio: quanti possono affermare di non aver mai sfogliato una margherita cantilenando un "m'ama - non m'ama"? E quanti si sono astenuti dal cercare un quadrifoglio come portafortuna?

La simbologia dei fiori ha avuto un ruolo ben più importante nella nostra storia. Solo per fare alcuni esempi si può ricordare il giglio che rappresenta la città di Firenze a partire dal XII secolo, in corrispondenza della prima grande diffusione dell'araldica pubblica europea e contemporaneamente alla fase del consolidarsi, nella sua struttura politica e istituzionale, del libero comune di Firenze.

L'araldica ha usato molto la simbologia dei fiori; il giglio che ha il primo posto, è simbolo di potenza e di sovranità. La rosa: rossa, d'oro o d'argento, è emblema di bellezza, amore incontaminato, sovranità dei costumi, nobiltà e merito riconosciuto. Molti sono i sovrani ed i Papi che si sono fatti ritrarre ornati di fiori, per tutti S. Luigi dei Francesi con il giglio bianco.


QUESTION:
Arriverà presto il momento in cui potremo adornarci col mitico alloro, vero???

In attesa perenne...



MI DISSOCIO!!!


Vuoi tutto...amiche...amicim...i fiori...

Ma life is a Flower??? No no no... troppo mieloso...

Com'è il detto?Nonchè libro best-seller terribile? "Le brave ragazze non fanno carriera" o "Le brave ragazze vanno in paradiso..."


:)

Indico un referendum abrogativo...

Si accettano consigli!!!

O motivazioni valide per mantenere questo monumento al vezzo...


Elisa, la contestatrice dell'attimo

lunedì 23 giugno 2008

Primo post

Eccoci qua!!!
Finalmente è entrato in cantiere il nostro blog... speriamo sia di vostro gradimento!!
Questo lavoro sarà incentrato sulle bellezze dell'Orto Botanico di Pavia, per far assaporare un pò di primavera in ogni momento dell'anno, e per ricordare a tutti che.....
LIFE IS A FLOWER!!!